
Esiste una città dove le persone sanno ancora ridere e piangere, amare la
vita, rispettare la morte e non sono troppo condizionate da modelli esterni.
Questa città è Napoli.
Il film è ambientato proprio in questa millenaria
città che sembra essersi fermata nel passato.
La trama è semplice: Mariano (Alessandro Siani) è un
trentenne che viene lasciato di punto in bianco dalla fidanzata Daniela (Maria Mazza) con la frase che dà
il titolo al film. Per lunghi mesi Mariano non riesce a dimenticarla, tanto da
prendersi una sospensione dal lavoro.
L’incontro con una bella ragazza
brasiliana, Ana Paula (Mariana Braga), lo rimette in gioco. Inventandosi che la
propria abitazione è un Bed&Breakfast, attira Ana Paula in casa e lentamente
tra i due nasce una dolce storia d’amore; ma gli amici, le trasmissioni
televisive e la sua diffidenza verso le donne, mettono in crisi la sua
relazione, proprio mentre si avvicina il giorno del matrimonio di sua
sorella.
Ti lascio
perché ti amo troppo è una tipica commedia vecchio stampo, senza fronzoli,
senza volgarità e tutta in napoletano.
Il film è stato girato con pochi
mezzi, una telecamera digitale e tutto in presa-diretta (elemento che penalizza
l’audio); le musiche e la fotografia lasciano a desiderare, ma il tutto passa in
secondo piano, grazie alla gradevolezza delle vicende.
I 90 minuti di film
scorrono piacevolmente, anche se alcune battute sono vecchie barzellette ed
alcune situazioni un po’ troppo recitate.
Dopo Piano 17,
ecco nelle sale (dal 14 aprile solo in Campania e solo dal 21/4 anche in altre
sale italiane) un altro film indipendente a basso costo che cerca di farsi
strada. Tra i due film, uno di genere ed uno tradizionale, il secondo sembra
aver centrato meglio il bersaglio, benché la scelta del dialetto napoletano
potrebbe penalizzarlo; infatti al contrario dei film tradizionali (quali quelli
di Totò o Troisi) il linguaggio utilizzato è prettamente dialettale.